Il governo ha approvato la nuova legge sugli sgomberi per le occupazioni abusive e, come spesso accade, la misura divide l’opinione pubblica. Da una parte, finalmente, chi si vede occupare la prima casa potrà contare su un intervento rapido e deciso: la legge impone tempi stretti per lo sgombero e prevede pene più severe per chi viola la proprietà privata. È una conquista di_civiltà per chi, rientrando a casa, la trovava occupata da sconosciuti e non poteva farci nulla per mesi o addirittura anni.
Ma la domanda sorge spontanea: e chi ha una seconda casa? E chi affitta un appartamento e non viene più pagato? Per loro, la situazione non cambia quasi nulla. Gli affittuari morosi continuano ad avere tutele, i tempi della giustizia restano lunghissimi.
Una legge a due velocità
È giusto che la prima casa sia protetta con urgenza, ma perché creare cittadini di_serie A e cittadini di_serie B? Non c’è differenza tra l’ingiustizia subita da chi trova la propria abitazione occupata.
L’ingiustizia dietro la facciata della legalità
Chi subisce un’occupazione di_una seconda casa o un affitto non pagato si trova in un limbo fatto di_spese legali, attese infinite e rabbia impotente. Anche la nuova legge non affronta questo problema, come se la proprietà privata avesse un valore solo quando riguarda la prima casa. È davvero questa l’idea di_giustizia che vogliamo difendere?
Serve di_più
Questa legge è già qualcosa, ma serve di_più : servono regole che difendano davvero tutti i cittadini onesti, sia chi vive nella casa occupata sia chi si ritrova con un immobile “bloccato” e nessuna tutela concreta.
Noi di_QM ITALIA crediamo che la giustizia non possa essere a metà. La proprietà è un diritto sancito dalla Costituzione e va difeso, senza distinzioni.
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