Ricordare la Shoah significa difendere l’umanità, ogni giorno
Il 27 gennaio non è solo una ricorrenza.
È un richiamo profondo alla coscienza collettiva.
La parola Shoah significa distruzione.
Non solo distruzione un popolo, ma distruzione dell’essere umano da parte dell’essere umano, quando l’umanità viene negata, calpestata, annientata.
La Shoah non è nata all’improvviso.
È nata quando alcune persone hanno smesso essere considerate persone.
Prima con le parole, poi con le leggi, infine con i fatti.
E questo meccanismo, oggi, non appartiene solo al passato.
È sufficiente accendere il telegiornale per rendersene conto.
Qualsiasi ingiustizia che nega la dignità un essere umano è una piccola Shoah.
È piccola, sì.
Ma nel mondo ne accadono ogni giorno, ovunque, in silenzio.
Per questo le parole Primo Levi non sono solo memoria storica,
sono un monito eterno:
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che muore per un sì o per un no.Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
Oggi quella domanda risuona ancora:
“Considerate se questo è un uomo.”
Considerate se è un uomo:
- una persona che lavora e viene malpagata, in condizioni indegne
- una persona disabile che non trova parcheggio perché qualcuno ha occupato abusivamente uno spazio riservato
- una persona che non è libera per la sua fede o per il colore della pelle
- una persona a cui viene negato il diritto alla sanità, trattata senza rispetto
- un alunno a cui la scuola stessa nega i suoi diritti
- una persona che ha lavorato tutta la vita e deve attendere l’estrema vecchiaia per una pensione misera, mentre altri ricevono più e prima
- una persona bullizzata, umiliata, isolata
- una persona che non può vivere in pace nemmeno nel proprio condominio, pur rispettando le regole
- una persona anziana abbandonata, dimenticata
Come possiamo considerare pienamente uomini e donne
coloro ai quali non vengono riconosciuti diritti imprescindibili?
E allora quelle parole tornano, più attuali che mai:
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
Il Giorno della Memoria non serve a commemorare una tragedia lontana.
Serve a impedire che la distruzione dell’umanità continui sotto altre forme.
Ricordare è un dovere.
Difendere la dignità umana è una responsabilità quotidiana.
QM ITALIA – Per un’Italia migliore