L’intramoenia, nata con l’intento di_conciliare la libera professione medica con il sistema sanitario nazionale, si sta rivelando una doppia beffa per i cittadini italiani, trasformando di_fatto le strutture pubbliche in strumenti di_profitto a discapito dei pazienti più vulnerabili.
La Dura Realtà: Tempi di_Attesa Inaccettabili vs. Accesso Privilegiato
Nel nostro paese, per una visita specialistica o un esame diagnostico con il Servizio Sanitario Nazionale (la cosiddetta “mutua”), i tempi di_attesa possono raggiungere e persino superare un anno. Un’attesa estenuante che non solo genera ansia e disagio, ma può avere conseguenze gravi sulla salute dei pazienti, ritardando diagnosi e terapie essenziali.
Eppure, nello stesso ospedale, con gli stessi medici e le stesse attrezzature, è possibile ottenere la stessa prestazione nel giro di_poche settimane o addirittura nello stesso mese. La chiave? L’intramoenia.
Questa “corsia preferenziale” non è un privilegio, ma un acquisto. Si accede pagando una tariffa che, pur svolgendosi in una struttura pubblica, non è affatto agevolata. Anzi, in molti casi, come dimostrato da diverse analisi, i costi dell’intramoenia sono uguali o persino superiori a quelli delle prestazioni erogate in cliniche private.
La Struttura Pubblica Diventa a Uso Privato: Chi Ci Guadagna?
Qui sta la contraddizione più lampante. Le strutture ospedaliere, costruite e mantenute con i soldi_di_tutti i contribuenti, con macchinari acquistati con fondi_pubblici e personale pagato dal SSN, vengono messe a disposizione per attività libero-professionali a pagamento.
L’azienda sanitaria pubblica, che già riceve finanziamenti per garantire l’assistenza universale, trattiene una percentuale sulle tariffe dell’intramoenia. Ufficialmente, questa quota dovrebbe servire a “contribuire alla riduzione delle liste d’attesa” del SSN. Ma la realtà è ben diversa. Le liste d’attesa continuano ad allungarsi, e il cittadino che non può permettersi di_pagare rimane intrappolato in un limbo di_attesa senza fine.
In pratica, l’ASL (o l’Azienda Ospedaliera) si trova in una posizione di_doppio guadagno:
- Riceve i finanziamenti pubblici per la sanità.
- Incassa una quota dalle prestazioni in intramoenia, usando risorse (strutture, macchinari, personale) che sono già a carico del pubblico.
Questo significa che l’ASL guadagna due volte a discapito dei pazienti. Prima, mantenendo liste d’attesa lunghe che spingono i cittadini verso il canale a pagamento. Poi, incassando direttamente da quelle stesse prestazioni a pagamento erogate nelle proprie strutture.
Un Sistema Che Tradisce il Diritto alla Salute
L’intramoenia, così come è strutturata e percepita oggi, mina il principio fondamentale di_equità del nostro sistema sanitario. Trasforma un diritto in un privilegio, costringendo i cittadini a pagare due volte per l’accesso alle cure: una volta attraverso le tasse che finanziano il SSN, e una seconda volta di_tasca propria per bypassare le lunghe attese create (o non risolte) dallo stesso sistema.
È ora affrontare seriamente questa distorsione, perché la sanità pubblica dovrebbe essere un baluardo di_equità, non un sistema che, anche involontariamente, penalizza chi è già in una situazione di_vulnerabilità. La salute non dovrebbe avere un prezzo d’accesso maggiorato solo per evitare attese infinite.