Autore: Pietro Testa
Il filo dell’eternità – L’inizio è un romanzo autobiografico che intreccia memoria, destino e mistero, ambientato nell’Egitto della seconda metà del XIX secolo. Un’opera che unisce introspezione personale, archeologia, spiritualità e un amore sospeso nel tempo, trasformando la storia del protagonista in un viaggio che sfida le leggi della logica e della realtà.
Un amore spezzato, un richiamo antico
Il protagonista giunge in Egitto per fuggire dal dolore di un amore infranto. Ma ciò che sembra un esilio volontario si trasforma presto in un percorso inatteso: ovunque compaiono tracce del nome di Nafârat‑iàhy, una giovane vissuta nella XVIII dinastia, sotto il regno di Thuthmose III. Un nome che lo inquieta, lo attrae, lo chiama.
Quel filo sottile lo conduce prima a Karnak, poi alla Valle delle Regine, dove intuisce che la tomba della ragazza potrebbe celarsi. L’incontro con un compatriota, avvenuto per caso, dà avvio a un’indagine archeologica che sfocia nella scoperta di un sepolcro perfetto, enigmatico, quasi vivo.
Un giallo archeologico tra destino e reincarnazione
Nello studio della tomba, il protagonista riconosce una sorprendente somiglianza tra la propria vita e quella della giovane defunta. Non è solo suggestione: è come se un legame invisibile, antico e indissolubile, lo avesse guidato fino a lei.
La vicenda assume i contorni di un giallo archeologico, ma anche di un viaggio spirituale. Episodi inspiegabili, presenze sottili, manifestazioni di magia egizia – positiva e negativa – iniziano a emergere, trascinando il protagonista in una lotta contro forze oscure e subdole.
La defunta stessa sembra intervenire, con un potere trascendente che oscilla tra aiuto e inquietudine.
Tra magia, destino e forze invisibili
Un incendio nella tomba richiama una missione francese del Boulâq, ma gli eventi continuano a intrecciarsi in modo sempre più misterioso. Il punto di svolta arriva con un libro sacro attribuito ad Anubis: letto con la “voce giusta”, permette alla giovane Nafârat‑iàhy di rivivere in carne e spirito, ricongiungendosi al suo antico amore, Amôn‑ĕm‑mèdì.
Il protagonista comprende allora che quel legame non appartiene solo al passato: lo riguarda, lo attraversa, lo definisce.
Il portale del tempo
Tra ricordi che non dovrebbero esistere, conoscenze dell’antica lingua egiziana e fenomeni di sdoppiamento energetico, l’uomo arriva alla verità finale: lui e la ragazza sono destinati a ritrovarsi. E per farlo deve compiere una scelta estrema.
Nella parte più profonda della tomba, oltre un portale del tempo, decide di abbandonare il XIX secolo per tornare all’epoca di Thuthmose III, là dove il loro amore era nato e dove, forse, non si era mai concluso.
Un romanzo che interroga il mistero
Il filo dell’eternità – L’inizio non è solo una storia: è un viaggio nella parte più antica e insondabile dell’essere umano. Una riflessione sulla lotta eterna tra l’uomo e le forze che lo trascendono, sulla memoria che sopravvive ai secoli, sul destino che ritorna, sulle maschere del quotidiano che spesso impediscono di vedere ciò che è davvero essenziale.
Un’opera che lascia nel lettore un senso di mistero e di vertigine, invitandolo a guardare oltre la superficie e a interrogarsi sul filo invisibile che lega le vite attraverso il tempo.
