Storia e fondazione
- Fu voluta da Domenico Malatesta Novello, signore Cesena, e inaugurata nel 1454.
- È considerata un capolavoro dell’umanesimo, simbolo della volontà rendere il sapere accessibile alla comunità.
- Dal 2005 è riconosciuta come Memoria del Mondo UNESCO, per l’unicità e l’integrità del suo patrimonio.
Architettura e ambienti
- La sala principale, detta Aula del Nuti, è un gioiello armonia rinascimentale: un lungo corridoio con volte a botte e file banchi lignei dove sono ancora conservati i codici manoscritti.
- L’impianto richiama quello una basilica, con navata centrale e due navate laterali.
- Tutto è rimasto intatto: pavimenti, arree catene che legano i volumi ai leggii.
Collezioni
- Custodisce oltre 340 codici manoscritti e migliaia volumi antichi.
- I testi spaziano dalla teologia alla filosofia, dalla medicina alla scienza, testimoniando la vastità del sapere umanistico.
- È ancora oggi un luogo studio e consultazione, oltre che visita culturale.
Perché visitarla
Entrare nella Biblioteca Malatestiana significa compiere un viaggio nel tempo: un luogo dove il silenzio e la luce naturale accompagnano il lettore, e dove la memoria del sapere umanistico è rimasta intatta per oltre cinque secoli.

